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Lavorare con il cliente… è una parola!

 

La parola al professionista: l’arte di intendersi.

 

Ecco, stiamo andando ad accogliere il nuovo cliente: commercialista, avvocato, formatore, medico, consulente o coach, comunque andando all’incontro sappiamo di saper lavorare bene e siamo ben disposti a collaborare con la richiesta del cliente.

Non ci conosciamo, lui ha una richiesta e se la rigira nella testa per potercela sottoporre, noi siamo in attesa, pronti a essere al suo fianco.

Per arrivare a intendersi, per arrivare a concludere con soddisfazione l’incontro, però, non basta la buona predisposizione dell’uno e dell’altro: si passa attraverso la parola, attraverso il colloquio, nella conversazione. E l’uso della parola è una faccenda delicata.

Come fare a strutturare un discorso, una frase, per trasmettere il proprio pensiero? E trasmettere non a chiunque ma a quella specifica persona lì.

Che, per potersi fidare, deve ben accorgersi di essere stato vista, che il professionista si sta proprio dedicando a lei, non si limita a fare il suo lavoro.

E, per poter trasmettere ciò che mi sembra giusto, beh, sono sicuro di aver inteso bene le richieste del cliente? Non solamente quelle esposte fin da subito, ma la richiesta di andare al passo, di ritrovarsi, in pratica, di potere davvero avere fiducia ma alle sue condizioni, quelle che lo mettono al sicuro.

Ambedue dobbiamo muoverci su un terreno sicuro per poter collaborare sul serio, ma come si fa?

Come scegliere che cosa dire? In che sequenza? Come dirlo? Come verificare l’effetto di ciò che dico?

Parliamone insieme giovedì 30 novembre dalle 18,30 alle 20,00 a Sistema Eduzione alla Casa di Vetro, via Luisa Sanfelice 3, Milano.

L’ingresso è libero e gratuito ma è richiesta la prenotazione a segreteria@eduzione.it entro il 28 novembre

 

 

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Sistema Eduzione

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